Auto Elettriche e ad Idrogeno sono il Futuro

L’idrogeno è il futuro: lo dicono gli esperti che rivolgono l’attenzione verso un piano strategico italiano utile per lo sviluppo dei combustibili alternativi. Attualmente il piano è in fase di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, ma si pensa che entro il 2025 porterà sulle strade della Penisola almeno 27mila veicoli che saranno alimentati mediante celle a combustibile, per diventare 8,5 milioni entro il 2050. Numeri importanti che sembrano sostenere a pieno la grande rivoluzione che ha preso il via da qualche anno e che dovrebbe portare inoltre ad avere circa 5mila stazioni di rifornimento sul territorio nazionale.

Proprio in merito a questo argomento si sta lavorando in Europa per cercare di facilitare la ricerca di stazioni di servizio in cui fare il pieno di energia: in Svezia infatti è stata lanciata una nuovissima piattaforma online che imita quanto fatto da Airbnb, non a caso si chiama Elbnb. Bisognerà effettuare una registrazione, scaricare l’apposita app e poi verranno fornite indicazioni sulle colonnine più vicine o alle prese di corrente domestica più vicina.

Questa nuova piattaforma, promossa da Renault, da un lato si rivolge a chi possiede un veicolo a zero emissioni, dall’altro a chi vuole trasformare la propria abitazione in una vera e propria stazione di rifornimento per gli automobilisti. La mappa di questa sharing economy svedese conta già circa 1.200 colonnine di rifornimento private, locate nelle aree urbane di Göteborg e Stoccolma. Un piccolo passo che potrebbe portare quindi a una profonda rete di condivisione dell’energia elettrica in tutta Europa.

Auto a Idrogeno
Auto a Idrogeno

Ma Elbnb non avrà nulla a che fare con la tecnologia vehicle-to-grid, quella che viene promossa da Enel e Nissan in Gran Bretagna: in quest’ultimo caso infatti si punta a mettere in contatto le batterie delle auto con la rete elettrica, sfruttando un software speciale che permette di decidere come e quando ricaricare la propria vettura.

Ma che ne sarà dell’Italia?

Questa volta il bel Paese non vuole restare a guardare, ma prenderà parte in modo attivo a questa svolta storica: grazie al piano nazionale per la mobilità a idrogeno infatti si vuole dare un impulso decisivo per sostenere la diffusione di questo carburante, affiancandolo ad altre soluzioni sostenibili come il gas naturale liquefatto e il metano compresso.

Il progetto prende in considerazione i trasporti stradali ma ovviamente anche quelli ferroviari e navali, cercando di sostenere anche la logica di produzione del carburante da stream reforming: ciò significa che si lavora su metano e vapore acqueo a una temperatura compresa tra 700 e 1.100° C così da favorire la produzione di un mix di monossido di carbonio e idrogeno.

Ma per far diventare conveniente l’idrogeno è bene che si vada a promuovere la diffusione di nuovi punti di rifornimento, andando parallelamente a introdurre delle flotte di vetture e autobus in grado di assicurare un adeguato carico presso ciascuna stazione. In questo modo si andranno a minimizzare i possibili

rischi finanziari, ma soprattutto di trasformare la distribuzione dell’idrogeno passando da un “bene di nicchia” a una soluzione di massa. Non a caso la stessa previsione fatta per il futuro è decisamente importante: sicuramente è ottimistico pensare di poter avere in circolazione nel 2050, solo in Italia, circa 8,5 milioni di vetture a idrogeno, ma parallelamente sembra essere un’idea ben fondata su quelle che sono le scadenze correlate all’agenzia internazionale dell’Energia. L’obiettivo è quello di riuscire a contenere il riscaldamento globale entro i 2°C nel giro dei prossimi trent’anni: in questo modo si stima che saranno 40 milioni le auto a celle di combustibile pronte a muoversi tra Italia, Francia, Germania e Inghilterra. Ma per arrivare fino a questo grande risultato servirà grande cooperazione tra pubblico e privato, uniti in una battaglia che vuole porre come obiettivo finale la salute del Pianeta.

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