Ad Interlagos arriva la vittoria per Porsche! Che botta Webber!

Il podio della 6 Ore di San Paolo
Il podio della 6 Ore di San Paolo

Con il round di Interlagos è andata in archivio la stagione 2014 del Campionato Mondiale Endurance, stagione che ha visto un totale dominio Toyota, messo in discussione solo a Le Mans, dove le Audi hanno saputo sfruttare al meglio le disavventure del costruttore nipponico.
Sicuramente va elogiata la Porsche, che al rientro diretto in LMP1, ha fatto vedere grandi cose, soprattutto in qualifica.
Dopo due pole position consecutive, la Porsche ha vinto questo round brasiliano, battagliando con le vetture degli altri costruttori in lungo e in largo, nel round che, senza ombra di dubbio, è stato il più bello della stagione.
La Porsche #20 di Webber/Bernhard/Hartley, partita dalla pole position, ha dominato le prime tre ore di gara prima di patire un problema tecnico che ha costretto l’equipaggio a rallentare, perdendo posizioni e portando i piloti a guidare oltre il limite per portare a casa un buon piazzamento. Condizioni che hanno portato, a 26 minuti dal termine, Mark Webber a commettere un errore ed andare a sbattere violentemente contro le barriere, coinvolgendo nell’incidente anche Matteo Cressoni, pilota della Ferrari del team 8Star Motorsport. Momenti di paura e apprensione hanno seguito l’impatto, perchè la 919 Hybrid #20 si è praticamente rotta a metà e la parte dell’abitacolo presentava un evidente principio d’incendio all’altezza della portiera sinistra. Webber è stato estratto dall’abitacolo dopo circa due minuti e ha subito alzato la mano per fare un cenno.
Al terribile schianto è seguito l’ingresso in pista della safety car, che ha di fatto segnato l’epilogo della gara.
La prima vettura che ha tagliato il traguardo dietro la Safety Car è stata la Porsche #14 di Dumas/Jani/Lieb, seguita dalla Toyota #7 di Davidson/Buemi e dall’Audi #1 di Di Grassi/Duval/Kristensen.
In quarta posizione, troviamo la Toyota #8 di Wurz/Sarrazin/Conway, che ha preceduto l’altra Audi. Con la seconda e la quarta posizione, la Toyota ha conquistato il titolo costruttori, titolo che mancava da 15 anni, quando fu conquistato nel mondiale WRC.
Peccato che la gara sia finita dietro la Safety Car, perchè sarebbe stato bello vedere la battglia finale tra la Porsche #14 e la Toyota #7, che aveva pneumatici nuovi e appena 15 secondi di svantaggio.
Per quanto riguarda la classe LMP2 c’è stata una doppia festa: quella della KCMG per il successo conquistato dalla Oreca-Nissan schierata per Imperatori/Howson/Bradley, ma anche quella del russo Sergey Zlobin, che nonostante i 18 giri di ritardo della sua Oreca-Nissan della SMP Racing, si è piazzato secondo in equipaggio con Nicolas Minassian e Maurizio Mediani, conquistado il titolo di campione.
In classe GTE-Pro, la Aston Martin di Mucke/Turner si è imposta davanti alla Porsche di Makowiecki/Pilet. Terza e quarta le Ferrari del team AF Corse, con la #71 di Rigon/Calado che ha preceduto la #51 di Bruni/Vilander. Il terzo e quarto posto conquistato dalle Ferrari, ha portato alla AF Corse il titolo costruttori, con conseguente gioia di Bruni che si è sbizzarrito con una serie di donuts a fine gara.
Nella categoria GTE-Am, a dominare è stata l’Aston Martin V8 Vantage di Dalla Lana/Lamy/Nygaard.

Infine, guardando la foto del podio, arriva un pizzico di nostalgia, vedendo Kristensen fare i complimenti ai piloti Porsche. Non perchè la Porsche ha vinto. Per il semplice motivo che è l’ultima volta di Kristensen su un podio del FIA WEC.

La vettura di Webber dopo il terribile schianto
La vettura di Webber dopo il terribile schianto
La festa di Bruni
La festa di Bruni

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