Avancorsa, ecco cos’è e in che modo influisce sulla guida

Una chiara illustrazione che rappresenta graficamente la definizione dell'avancorsa
Una chiara illustrazione che rappresenta graficamente la definizione dell’avancorsa

Quando vediamo i vari piloti di MotoGP o di Superbike sfrecciare a 300 km/h e poi li sentiamo parlare di setup diversi, molte volte ci chiediamo come si fa a comprendere quale sia la configurazione a noi più congeniale per poter avere il massimo feeling con la nostra moto. Innanzitutto è necessario capire cosa cambia alla modifica di ogni singolo parametro e soprattutto è indispensabile capire che ogni modifica ha delle ripercussioni su altre impostazioni della moto stessa. Molto spesso, sentiamo parlare di avancorsa, ma pochi sanno realmente cos’è e cosa comporta la modifica di questo parametro. L’avancorsa è la distanza (espressa in mm) tra il punto di intersezione dell’asse dello sterzo con il terreno (quindi dipende anche dall’inclinazione del cannotto) e quello ottenuto dal punto di contatto della ruota con il piano stradale. Si capisce subito, quindi, che l’avancorsa e l’angolo di sterzo sono in stretta relazione: aumentando l’angolo di sterzo, aumenterà anche l’avancorsa. Ad esempio, su una moto sportiva, la variazione di un grado dell’angolo di sterzo, comporterà un aumento dell’avancorsa di circa 6 mm. Ovviamente, la variazione dell’avancorsa, comporta un diverso stile di guida in curva: con un’avancorsa maggiore si potranno usare traiettorie più strette. Questa distanza, l’avancorsa appunto, determina un braccio tramite quale si generano delle coppie che vengono trasmesse allo sterzo; coppie, dovute a spinte laterali (attriti) che si manifestano nel punto di contatto tra ruota e asfalto. Queste coppie, oltre ad altre forze che non prenderemo in esame, non sono niente altro che le coppie che consentono alla moto di viaggiare in equilibrio, determinando il cosiddetto momento “raddrizzante”. Questo momento è proporzionale ad un altra grandezza geometrica: l’avancorsa Normale Anteriore (An), definita come la distanza tra il punto di contatto dello pneumatico con il piano stradale e l’asse dello sterzo del veicolo. Sembra chiaro come a maggiori valori di avancorsa corrisponde una moto più stabile. Di conseguenza, troveremo un valore maggiore di avancorsa su una moto da turismo rispetto a una moto sportiva o addirittura rispetto a una moto da enduro. Di conseguenza, una moto da enduro, essendo meno “stabile” di una moto da turismo cambierà direzione più facilmente. La modifica dell’avancorsa è un parametro che lavora a stretto contatto con la distribuzione delle masse. Se, ad esempio, una moto ha maggior carico all’anteriore, l’effetto raddrizzante (frutto di tutte le coppie che si vengono a generare) sarà maggiore, quindi la moto sarà più dura e risulterà più difficile inserirla in curva. Per recuperare reattività, una volta distribuite le masse, sarà necessario diminuire l’avancorsa. Proprio perchè non è possibile modificare questo parametro in movimento, quando ci inseriamo in curva è consigliato spostare il peso del nostro corpo più indietro possibile. Nel corso degli anni, sono comparse varie soluzioni per arginare il problema della variazione dell’avancorsa. Le soluzioni più conosciute dagli appassionati sono il progetto ELF, il doppio braccio della Bimota Tesi e il sistema Telelever-Duolever di BMW, studiato per avere un aumento dell’avancorsa in frenata (al contrario delle forcelle normali) per dare maggior stabilità alla moto nella critica fase della frenata.

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