Fiat: perdite limitate in Europa

La Motor City di Mirafiori
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Strano ma vero. Per una volta, non è l’Europa a incidere negativamente sui conti del gruppo Fiat, bensì l’America Latina. Nell’ultimo trimestre infatti, le perdite registrate in Europa sono state di 100milioni in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre l’ America Latina, che nel 2012 aveva concluso i conti con un utile di 341milioni, quest’anno chiude con soli 165 milioni, fra minori vendite, aumento dei costi e tassi di cambio sfavorevoli.Utile di 535 milioni contro i 614 del corrispondente trimestre 2012 in Nord America, anche lei un po’ in calo, mentre in Asia si registra un miglioramento del 32% anche se i volumi restano pochi (45 mila le vetture vendute in tre mesi). L’utile della gestione ordinaria nel complesso, perciò, per quanto riguarda i conti trimestrali del gruppo Fiat è in calo da 910 a 816 milioni di euro, mentre l’utile netto, esclusi i fattori atipici, scende da 247 a 190 milioni. In Europa, il fatturato è in leggero aumento e le perdite prima delle tasse scendono da 219 a 119 milioni di euro. La gestione ordinaria migliora di 73 milioni.La conseguenza di tutto ciò è che nell’arco di nove mesi la perdita netta, che nell’anno precedente era stata di 573milioni, è scesa a 304milioni. Risultato che si trova in linea con quelli delle divisioni europee di Ford e GM che riportano delle riduzioni da 468 milioni di dollari del 2012 a 228milioni la prima, e la seconda da 500 a 200.Ancora per quanto riguarda il gruppo torinese, sempre più consistente diventa l’aiuto dato dalla Maserati: sono quasi 4mila i pezzi venduti rispetto ai 1.500 dell’anno precedente, con un fatturato di 444 milioni di euro (260 nel 2012) e un utile che da 13 arriva a 43 milioni, più del triplo.
Infine, anche la Chrysler è sull’onda positiva, con un utile cresciuto del 22% (862 milioni di dollari contro i 706 del 2012), nonostante il passo falso della nuova Jeep Cherokee, il cui lancio sul commercio è stato fatto da poco, contrariamente a quelli che erano i piani originali.
Questo è un quadro generale dei conti, le cui cifre fanno ben sperare per quest’anno.

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