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Laverty e Guintoli, i due vincitori delle gare
Laverty e Guintoli, i due vincitori delle gare

Il primo round di questo campionato mondiale di Superbike è andato in archivio e ha visto un Eugene Laverty davvero in forma, pronto a regalarci un altro grande campionato, un opaco Sykes, un grintoso Melandri e un grande Guintoli, che sembra volerci dire che questo potrebbe essere l’anno buono per la conquista del titolo iridato.
Partiamo subito con la cronaca di Gara1: Guintoli scatta bene dalla prima fila e si porta in testa davanti a Melandri e Giugliano. Ottimo spunto anche di Rea, che si porta in quarta posizione davanti a Sykes, Davies e Laverty. Brutta partenza per Lowes, che si trova nel traffico e scivola in undicesima posizione. Dopo qualche giro, ad essere davanti a tutti, è il terzetto composto da Guintoli, Melandri e Giugliano, mentre Rea, Davies, Laverty, Baz e Sykes avviano una battaglia senza esclusione di colpi per il quarto posto. Al dodicesimo giro, Laverty è al comando del secondo gruppo e sembra essere in grado di andare a prendere i primi tre, mettendo a segno una serie di giri veloci. Dopo aver superato Melandri, Laverty continua a martellare con un ritmo impressionante, seguito proprio dal ravennate che, a sua volta, supera Giugliano. A sei giri dalla fine, Laverty mette a segno l’attacco su Guintoli e prende subito un pò di margine, lasciando la battaglia per il secondo posto ai compagni di box di Casa Aprilia. A due giri dalla fine, Melandri supera Guintoli, andandosi a prendere il secondo posto finale.
In Gara2 Guintoli non sbaglia la partenza e gira alla prima curva davanti a Giugliano e Melandri, che passa il ducatista dopo un paio di curve. Li inseguono Baz, Rea, Laverty. Baz scatenato all’inizio, si porta al secondo posto mentre Marco incomincia una scaramuccia con il pilota della Honda. Scatenato anche il vincitore di gara 1 che passa Melandri come anche Baz e Rea ma il gruppo è molto compatto fino al nono posto, con anche Davies, Haslam e Sykes. Al quinto giro, con Guitoli e Baz che fanno il passo, Giugliano salta Melandri e si porta al quinto posto dietro a Rea e Laverty. Due tornate dopo è il pilota Kawasaki a mettersi i testa e subito Laverty passa Guintoli, seguito anche da Rea, intanto Melandri di porta alle spalle del compagno di squadra, davanti a Giugliano e Davies, mentre Sykes sembra staccarsi. Laverty si mette davanti a tutti all’ottavo giro e poco dopo Melandri fa un lungo al tornantino, rientrando i pista 14° e dicendo addio ai sogni di vittoria. Intanto Eugene cerca di alzare il ritmo con Baz e Guintoli alle calcagna, prova a mettersi all’inseguimento Sykes, che guida il secondo gruppo davanti a Giugliano, Davis e Rea e Haslam che si scambiano le posizioni spesso e volentieri. A metà gara, i gruppi sono delineati: davanti ci sono Laverty, Baz e Guintoli, a circa due secondi Sykes co Giugliano, altri due secondi e ci sono Rea e Haslam, poi staccato Davies a cui inseguimento c’è Melandri. All’inizio del 13° giro Guintoli sfila Laverty sul rettilineo assistito dalla potenza dell’Aprilia, intanto Giugliano cerca di stare attaccato al campione del mondo che lentamente si avvicina al trio di testa, approfittando anche dei sorpassi tra Laverty e Baz. Il colpo di scena a sette giri dalla fine, con il motore della Suzuki si Laverty che si rompe in una grande fumata bianca spargendo olio in pista, costringendo i commissari ad esporre la bandiera rossa e a mettere fine alla gara. Si è percorsa la distanza minima da regolamento e non si riparte: primo Guintoli, sul podio con Baz e Sykes, con Giugliano quarto, poi Rea, Haslam, Davies, Melandri, Elias e Salom, con la prima Evo, davanti a Canepa. Andreozzi 17° davanti a Corti.

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