WEC: Audi trionfa anche ad Austin

L'Audi R18 e-tron quattro
L’Audi R18 e-tron quattro #2 di Lotterer/Fassler/Treluyer

Audi ha fatto il pieno anche ad Austin, dove, complice la pioggia, è riuscita a piazzare una bellissima doppietta, doppietta uguale a quella ottenuta più di tre mesi fa alla leggendaria 24 Ore di Le Mans.
Proprio grazie alla pioggia, l’equipaggio #2, formato da Lotterer/Fassler/Treluyer ha avuto modo di cambiare la strategia alla ripartenza, dopo l’esposizione della bandiera rossa per temporanea impraticabilità della pista. Alla ripartenza, infatti, i vincitori hanno equipaggiato la loro Audi R18 e-tron quattro con pneumatici intermedi, in modo da avere un passo quasi simile agli equipaggi con pneumatici da pioggia e risparmiare una sosta successivamente, quando la pista avrebbe iniziato ad asciugarsi. L’equipaggio #1, invece, ha optato per gli pneumatici rain, scegliendo una strategia che si è rivelata meno efficace di quella del secondo equipaggio Audi. Una scelta che aveva messo in discussione il loro secondo posto a favore della Porsche 919 Hybrid numero 14, quella di Jani/Dumas/Lieb, che con la gomme intermedie sembrava addirittura poter dire la sua per la vittoria. Un calo di potenza però ha messo la parola fine ai sogni di gloria dell’equipaggio della Casa di Stoccarda, precipitato nel finale al quarto posto.
Nonostante l’errore commesso all’arrivo della pioggia, la Toyota TS040 Hybrid dell’equipaggio Davidson/Lapierre/Buemi ha conquistato il gradino più basso del podio, riuscendo a recuperare terreno sugli avversari nella parte più guidata del circuito dove, in ogni uscita di curva, riusciva a far valere la potenza di quasi 1’000 CV sviluppata dal lavoro combinato dei propulsori.
Per la casa Giapponese poi non è stato sicuramente memorabile l’esordio di Mike Conway, chiamato a sostituire Kazuki Nakajima, che era contemporaneamente impegnato in Super Formula in Giappone. Anche lui ha fatto un fuoripista nelle prime fasi e alla fine la sua TS040 Hybrid, divisa con Stephane Sarrazin ed Alex Wurz ha chiuso al sesto posto a due giri, alle spalle anche della seconda Porsche (Bernhard/Webber/Hartley). Adesso, grazie a questa vittoria, l’equipaggio #2 si è pesantemente rilanciato nella corsa al titolo.
Per quanto riguarda la classe LMP2, alla fine la vittoria è andata in rimonta alla Oreca-Nissan della KCMG, che con l’equipaggio Howson/Bradley/Matsuda è riuscita ad avere la meglio sull’identica vettura con i colori della SMP Racing affidata al terzetto Zlobin/Minassian/Mediani, che era riuscita ad avvantaggiarsi con l’arrivo della pioggia.
Sul gradino più basso del podio l’equipaggio Sharp/Dalziel/Brown, al volante della HPD del team Extreme Speed.
Nella classe GTE-Pro, trionfa la Aston Martin di Turner e Mucke, che hanno lottato come dei leoni nella prima parte di gara, quando la Ferrari 458 del team AF Corse guidata da Bruni e Vilander sembrava avere un passo migliore. Alla ripartenza dopo della pioggia, la Aston Martin si è vista scavalcare dalle Porsche. Poi, però, l’equipaggio della vettura inglese è tornato a imporre il suo passo, tagliando il traguardo con nove secondi di margine sulla Porsche 911 RSR di Makowiecki/Pilet e diciotto secondi sulla Ferrari di Bruni e Vilander.
La festa per l’Aston Martin si è completata poi con il successo arrivato anche in classe GTE-Am con il terzetto Lamy/Dalla Lana/Nygaard.

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