Yamaha presenta la nuova YZF-R1 2015

La nuova Yamaha R1
La nuova Yamaha R1

Finalmente in casa Yamaha, dopo tanta attesa, hanno deciso di presentare la nuova Yamaha YZF-R1 2015. Attraverso un video, la casa giapponese ha deciso di svelare il nuovo volto della R1. La nuova creazione di casa Yamaha monta un motore 4 cilindri frontemarcia “crossplane” a scoppi irregolari con una sequenza 270°- 180°- 90°- 180°. Derivato da quello della M1 MotoGP, ha una cilindrata di 998 cc e sviluppa una potenza di 200 CV (all’albero). Rispetto al modello precedente il motore è totalmente nuovo: cambiano l’alesaggio e la corsa, il rapporto di compressione (13,0: 1 con condotti ridisegnati), i cilindri, la testa, le bielle e l’iniezione elettronica. I pistoni sono forgiati in alluminio mentre le bielle in titanio sono più leggere del 40%: ciò contribuisce a dare un carattere più reattivo al motore.

L’airbox è stato maggiorato del 23%, ora da 10,5 litri, e introduce un volume maggiore di aria nei condotti a lunghezza variabile YCC-I (Yamaha Chip Controlled Intake) per ottimizzare coppia e potenza ad ogni regime. Questo sistema agisce abbinato ad una nuova iniezione elettronica con iniettori bidirezionali a 12 ugelli, affiancati da iniettori secondari che nebulizzano il getto dalla parte superiore del condotto di aspirazione per ridurre gli effetti del calore della combustione. Diverso anche lo scarico,  4 in 2 in 1 ed una nuova frizione anti-saltellamento più leggera del 19%.

Il propulsore 4 cilindri in linea è supportato da un telaio deltabox in alluminio, realizzato con componenti fusi per gravità e saldati tra loro per formare una singola unità strutturale. Il tutto è completata da un forcellone (anch’esso in alluminio) con capriata di rinforzo. Yamaha ha cercato di rendere il più compatta e leggera possibile la nuova R1 e il risultato è un intrasse di 1.405 mm e un peso di 179 kg a secco, che sale a 199 kg in ordine di marcia.

Per quanto riguarda il reparto sospensioni, la Casa ha lavorato in collaborazione con KYB: la YZF-R1 2015 monta all’anteriore una forcella a steli rovesciati da 43 mm e un’escursione di 120 mm, mentre il posteriore è sorretto da un monoammortizzatore completamente regolabile.

Novità anche sull’impianto frenante: per la prima volta una supersportiva Yamaha equipaggiata sia con l’ABS sia con l’Unified Brake System (UBS, sistema di frenata unificata che promette massimo controllo in tutte le condizioni, in pista e su strada). La distribuzione della forza frenante è basata su degli input ricevuti dalla piattaforma inerziale (IMU) a 6 assi, che tiene conto di fattori come l’angolo di piega, il trasferimento di carico, la velocita della ruota e lo slittamento laterale. Il sistema non entra in azione quando si agisce sul solo freno posteriore. Per rallentare questo missile da 200 CV, la Casa di Iwata ha deciso di utilizzare due dischi da 320 mm, morsi da pinze radiali monoblocco a 4 pistoncini (prima erano 6) e tubazioni in acciaio.

Come molte delle supersportive stradali moderne, anche la R1 2015 è ricca di elettronica avanzata che aiuta il pilota a sfruttare al meglio il potenziale della moto.

  • Piattaforma inerziale a 6 assi Inertial Measurement Unit (IMU): la YZF-R1 è la prima moto di serie a montare questo sistema che trasmette istantaneamente alla centralina una serie di dati sul comportamento della moto. L’IMU a 6 assi comprende tre sensori giroscopi che misurano rollio, beccheggio e imbardata, e tre sensori di gravità che trasmettono dati sull’accelerazione nelle 3 direzioni. Questo moderno sistema, derivato dalle tecnologie più avanzate della MotoGP, permette di avere tutti i dati che riguardano ogni aspetto del comportamento della moto.
  • Controllo di trazione variabile all’angolo di piega: il TCS (Traction Control System) varia di intensità a seconda dell’angolo di piega, quindi i sensori dell’unità IMU aumentano il livello del controllo di trazione a moto piegata e lo dimuniscono man mano che il pilota si rialza.
  • Slide Control System (SCS): brevetto di Yamaha, permette di limitare i movimenti laterali della ruota posteriore, regolando l’erogazione quando la centralina rileva uno slittamento.
  • Lift Control System (LIF): controlla il sollevamento della ruota anteriore durante l’accelerazione.
  • Launch Control System (LCS): come in una vera moto da corsa, limita i giri del motore sotto i 10.000 giri/min, anche a gas spalancato.
  • Quick Shift System (QSS): un sensore sull’asta del cambio rileva quando il pilota sta innestando la marcia, manda un impulso alla centralina che taglia la coppia per rendere più veloce e fluida la cambiata.
  • Power Mode Selection (PWR): la nuova R1 offre 4 diverse mappature che regolano l’apertura della farfalla in relazione alla posizione dell’acceleratore.
  • Yamaha Ride Control system (YRC): regolazioni elettroniche raggruppate su 4 livelli; tramite i comandi sul manubrio si possono modificarei controlli, in base allo stile di guida del pilota e alle condizioni della pista.

 

Yamaha ha introdotto un nuovo cruscotto composto da un display LCD largo 109 mm (non c’è più il contagiri analogico come nelle vecchie versioni). Questa moderna interfaccia pilota-moto può essere settata in due diverse modalità:

  • Street: sul display appaiono indicazioni come la marcia inserita, contachilometri parziali e totali, consumo in tempo reale, consumo medio e totale. Sono presenti anche delle icone sulle parte superiore e inferiore del display che mostrano l’attivazione o meno del TCS e SCS, e quale modalità “Power mode” è stata selezionata. Inoltre, il contagiri usa barre di diverso colore all’aumentare del numero di giri.
  • Track: lo schermo mostra il numero dei giri, i tempi e il cronometro. Il contagiri parte da 8.000 giri/min e arriva sino alla zona rossa. L’indicatore di marcia inserita è ben in vista. Per facilitare le analisi post gara, ogni display ha una funzione di memoria che consente l’analisi giro per giro.

 

Il look della Yamaha R1 è stato completamente rivoluzionato e la fonte di ispirazione è stata proprio la M1 MotoGP: come si può notare dalle foto, la presa d’aria è una sola al centro del cupolino. Quest’ultimo e il codone sono stati progettati per ridurre la resistenza aerodinamica. Inoltre, per la prima volta, i fari anteriori sono indipendenti dalle carene: Yamaha ha deciso di attuare questa rivoluzione estetica per mostrare l’anima corsaiola della nuova supersportiva. A tal proposito, il gruppo ottico a LED è molto compatto per ridurre al minimo il peso.

Yamaha affiancherà un versione speciale alla superbike “base”. La YZF-R1M, questo il nome, presenta diverse migliorie estetiche, ciclistiche ed elettroniche.  La special edition è equipaggiata con sospensioni Öhlins Electronic Racing Suspension (ERS), regolate dall’IMU e studiate dare il meglio tra i cordoli. Il pilota può scegliere tra modalità manuale ed automatica, per un totale di 6 livelli per cucirsi la moto addosso. Inoltre, la forcella a steli rovesciati ha circuiti di smorzamento separati (la compressione nello stelo sinistro e l’estensione nello stelo destro) che facilita l’operazione di regolazione.

Per quanto riguarda l’elettronica, è presente di serie la Communication Control Unit (CCU, optional sulla versione “base”): un’interfaccia con una funzione di data logging permette al pilota di memorizzare molte informazioni sulla guida (tempi sul giro, velocità, posizione dell’acceleratore, angolo di piega, tracking GPS e altro ancora). Tutti questi dati possono essere condivisi sul proprio tablet usando una connessione wireless e, scaricando una specifica app, si può cambiare o scaricare i setting salvati con Yamaha Ride Control (YRC).

Il pacchetto della YZF-R1M viene completato dalle carene in fibra di carbonio e dai pneumatici Bridgestone di primo equipaggiamento che utilizzano una mescola speciale.

La Yamaha YZF-R1 sarà disponibile a partire da marzo 2015 in due diverse colorazioni: Racing Blue e Racing Red. La M, che sarà prodotta in serie limitata, si presenta nel solo Silver Blu Carbon.

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