I benefici economici di ospitare una gara di Formula 1

Il modello di business seguito dalla Formula 1 è totalmente differente rispetto ai modelli seguiti da qualsiasi altro sport

Partiamo con il dire che i tracciati che ospitano i GP non ricevono alcun compenso dalle televisioni per l’evento che ospitano o dalle aziende che espongono le proprie pubblicità lungo il tracciato proprio perché durante il weekend di gara tutto il tracciato “diventa temporaneamente di proprietà” della Formula 1. I tracciati, infatti, incassano solo i proventi derivanti dai biglietti e, con gli esosi compensi chiesti da Ecclestone per portare la Formula 1 in giro per il mondo, non c’è da stupirsi se i prezzi dei biglietti stessi sono così alti. Inoltre, il 10% del totale degli incassi dei biglietti deve essere versato nelle casse delle aziende che curano la logistica per conto della Formula 1.

Stando ai numeri diffusi dalle varie emittenti televisive, la Formula 1 è lo sport che durante l’anno ha il più alto numero di spettatori, con ben 425 milioni di utenti che hanno visto almeno 4 minuti di gara durante il campionato 2015.
Questo è dovuto al fatto che nel decennio passato questo sport è stato portato all’attenzione dei paesi emergenti, che adesso sono i maggiori investitori nella Formula 1 e sono i paesi che “portano” il più alto numero di spettatori e di sponsorizzazioni ai team ed ai piloti e, di conseguenza, mandano avanti questo sport in cui i soldi sono una delle cose più importanti.

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Ma perché i paesi emergenti investono così tanto nella Formula 1?

Iniziamo con il dato certo che è semplice e chiaro. La grande visibilità delle aziende locali e dei luoghi più belli di un paese, attira due tipologie di persone: i turisti e gli investitori, ed entrambe queste tipologie portano tanti soldi proprio in quei paesi che hanno bisogno di far crescere la propria economia.
Più semplicemente, basti pensare che l’incremento medio del prezzo di una camera d’albergo durante il weekend di gara ha un incremento medio del 73,8%. Proprio nei giorni del weekend di gara, ma anche in quelli immediatamente precedenti e successivi, centinaia di migliaia di persone transitano dagli hotel delle varie città, portando una considerevole quantità di denaro fresco che sono automaticamente in circolo nelle carie economie.
Un interessante dato relativamente a quanto appena affermato è stato fornito lo scorso anno da Smith Travel Research, che ha riportato l’incasso di tutti gli hotel nelle vicinanze del circuito di Austin in occasione del primo GP delle Americhe: ben 32 milioni di dollari. Facendo due conti è il quintuplo di quanto incassato nello stesso periodo esattamente un anno prima. Inoltre, il consumo di alcol (sempre tenendo conto i due periodi) è aumentato del 23,8%. Solo dalle tasse sugli alcolici, in un solo weekend il Texas ha incassato ben 2,8 milioni di dollari.
Questi dati danno importanti risposte in merito ad una domanda che tutti gli appassionati italiani si staranno facendo in questo periodo.

Perchè i governi europei non investono nella Formula 1?

Viste le notizie che sono arrivate durante la preparazione del calendario, in cui si è a lungo parlato di un’uscita di scena di importanti tracciati come Monza e Silverstone, molti appassionati si sono chiesti perché i governi europei hanno scelto di non investire nella Formula 1, cercando di mantenere questi importanti appuntamenti che ormai sono delle tappe fisse nel calendario di Formula 1.
Anche in questo caso la risposta è semplice: secondo i governanti, non è necessario migliorare il livello di turismo e inoltre le economie di questi paesi europei sono già molto sviluppate.

A questo punto c’è da chiedersi se tra qualche anno la Formula 1 vedrà in calendario solo gare tra India, Cina, Russia e, magari, Africa del nord oltre che, ovviamente, Emirati Arabi.

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